La nuova edizione del rapporto Electricity 2026 della IEA (Agenzia Internazionale dell’Energia) presenta un quadro in cui il sistema elettrico mondiale corre più veloce dell’economia. Tra il 2026 e il 2030 la domanda globale crescerà in media del 3,6% l’anno, un ritmo superiore del 50% alla media del decennio precedente e destinato a consolidare la centralità dell’elettricità in tutti i principali settori: industria, trasporti, climatizzazione, edifici e soprattutto infrastrutture digitali come data center e intelligenza artificiale.
Il 2024 ha segnato un passaggio inedito: per la prima volta in trent’anni, esclusi gli anni di crisi, la domanda elettrica ha superato la crescita economica globale, inaugurando una dinamica destinata a proseguire in tutto il periodo analizzato. Nei prossimi anni il consumo di elettricità crescerà almeno 2,5 volte più rapidamente della domanda energetica complessiva.
Sebbene gli incrementi più consistenti si registrino nelle economie emergenti – responsabili di circa l’80% della crescita totale – il report sottolinea una ripresa anche nei Paesi avanzati, dove quindici anni di stagnazione hanno lasciato spazio a una nuova espansione legata alla diffusione di veicoli elettrici, pompe di calore, grandi poli digitali e processi industriali elettrificati. La Cina rimane il principale contributore globale: da sola coprirà quasi la metà dell’aumento della domanda entro il 2030. India e Sud?Est asiatico mostrano un’accelerazione altrettanto significativa, in particolare per l’espansione dei sistemi di climatizzazione e per la crescita economica in corso.
Sul fronte dell’offerta, l’IEA rileva una transizione strutturale già in atto. Nel 2025 la produzione da rinnovabili ha raggiunto livelli paragonabili a quella da carbone, nonostante un anno segnato da venti deboli e da una riduzione dell’idroelettrico in diverse regioni. Il fotovoltaico resta il protagonista della crescita: da qui al 2030 genererà oltre 600 TWh aggiuntivi l’anno, contribuendo in maniera determinante al fatto che rinnovabili e nucleare arriveranno a coprire il 50% della generazione elettrica globale. Anche il nucleare continua ad aumentare, sostenuto da nuove installazioni in Cina, India e altri Paesi asiatici, oltre che da politiche di estensione della vita degli impianti in numerose economie mature. Il carbone manterrà ancora il ruolo di prima fonte singola al 2030, ma la sua quota scenderà dal 34% del 2025 al 27%.
Il vero abilitatore della transizione resta la rete elettrica, che allo stesso tempo necessita di ingenti investimenti per non diventare un collo di bottiglia. Nel mondo sono oltre 2.500 GW i progetti rinnovabili, di storage o relativi a grandi carichi industriali e digitali ancora in attesa di connessione. Gli investimenti nelle reti, secondo l’IEA, dovranno aumentare del 50% entro il 2030 rispetto agli attuali 400 miliardi di dollari annui per evitare che la crescita delle rinnovabili venga frenata da limiti infrastrutturali. Il report evidenzia come approcci innovativi – dai contratti di connessione non?firm alle tecnologie che aumentano la capacità delle linee esistenti, fino alla rapida diffusione delle batterie utility?scale – possano liberare in tempi brevi tra 1.200 e 1.600 GW di capacità di allaccio.
L’incremento delle fonti pulite sta già producendo effetti misurabili sulle emissioni. Dopo anni di crescita, nel 2025 le emissioni globali del settore elettrico sono rimaste stabili e, secondo le proiezioni, si manterranno su un plateau per tutto il periodo 2026?2030, nonostante la forte espansione della domanda. L’intensità carbonica dell’elettricità è scesa del 14% nell’ultimo decennio e proseguirà su questa traiettoria, passando da 435 g CO?/kWh nel 2025 a 360 g CO?/kWh nel 2030.
La dinamica dei prezzi rimane invece irregolare. In molte regioni, i costi dell’elettricità per le famiglie continuano a superare i livelli pre?crisi, anche a causa del peso crescente delle componenti non energetiche, mentre le differenze geografiche nei prezzi all’ingrosso incidono sulla competitività industriale. Sullo sfondo, la sicurezza del sistema elettrico è messa alla prova da condizioni meteorologiche estreme, guasti infrastrutturali e vulnerabilità informatiche, che spingono verso una modernizzazione più rapida delle reti e dei sistemi di gestione.
Per l’Europa, il report prevede una crescita della domanda pari al 2,3% annuo fino al 2030, trainata dall’elettrificazione dei consumi, dall’espansione dei data center e dalla diffusione di pompe di calore e mobilità elettrica. Al termine del decennio, le rinnovabili copriranno il 63% della produzione elettrica e il solare supererà il 20% del mix. In Italia, la crescita del fotovoltaico è particolarmente marcata (+25% nel 2025), mentre l’avvio di aste dedicate per lo storage conferma la necessità di aumentare la flessibilità del sistema.
In un quadro globale che cambia rapidamente, il report mostra un settore elettrico che sta diventando l’architettura portante della transizione energetica e della competitività industriale. La crescita della domanda, l’avanzata delle fonti pulite e l’urgenza di rafforzare le reti definiscono i contorni di un sistema in cui l’elettricità non è più un comparto: è la piattaforma su cui poggerà tutto il resto dell’economia nei prossimi anni.