I prezzi dell’energia elettrica in Europa restano su livelli elevati per le famiglie, mentre prosegue la riduzione per i consumatori industriali su base semestrale. È il quadro che emerge dalle Electricity price statistics di Eurostat, aggiornate con i dati del secondo semestre 2025.
Nel secondo semestre 2025 il prezzo medio per le famiglie nell’Unione europea si attesta a 0,2896 €/kWh, sostanzialmente stabile rispetto ai semestri precedenti. In Italia il livello è pari a 0,2966 €/kWh, in linea con la media europea e in diminuzione rispetto al secondo semestre 2024 (0,3111 €/kWh), evidenziando una fase di rientro dopo i picchi registrati negli anni recenti. Nel confronto su base annua emergono inoltre dinamiche non uniformi tra i Paesi, con un aumento dei prezzi per le famiglie in parte degli Stati membri e una riduzione in altri. Nel complesso, a livello europeo i livelli restano prossimi ai massimi osservati dopo la crisi energetica, con una dinamica più stabile nel confronto nel tempo.
La struttura del prezzo conferma il peso rilevante delle componenti fiscali. Nell’UE tasse e oneri rappresentano circa il 28,9% del prezzo finale per le famiglie. In Italia l’incidenza è inferiore, pari al 26,2%, con una quota di IVA inferiore alla media europea.
Per i consumatori non domestici il quadro è diverso. Il prezzo medio europeo scende a 0,1837 €/kWh nel secondo semestre 2025, in calo rispetto ai semestri precedenti. In Italia il prezzo si attesta a 0,2203 €/kWh, superiore alla media UE ma in diminuzione rispetto al 2024 e inferiore ai livelli registrati, tra gli altri, in Germania (0,2264 €/kWh) e Irlanda (0,2552 €/kWh).
Anche per le imprese la componente fiscale mantiene un’incidenza rilevante, pur con valori inferiori rispetto alle famiglie. Nell’Unione europea tasse e oneri pesano per circa il 17,7% del prezzo finale, mentre in Italia raggiungono il 23,7%, evidenziando un livello sensibilmente più elevato rispetto alla media europea.
Il confronto europeo mostra un progressivo riequilibrio dei prezzi rispetto agli anni più critici, pur in presenza di livelli ancora elevati e dinamiche non uniformi tra i Paesi nel confronto su base annua. L’Italia presenta valori prossimi alla media europea per le famiglie e superiori per i consumatori non domestici, con dinamiche recenti di riduzione dei prezzi in entrambi i segmenti.
I dati si basano sulle rilevazioni semestrali di Eurostat sui prezzi dell’elettricità per famiglie e imprese, espressi in euro per kWh e articolati per fasce di consumo standard.
Per approfondire i dati completi è possibile consultare la pubblicazione Eurostat qui.