L’energia del futuro si capisce meglio se la si osserva “a valle”, dal punto di vista dei consumi reali e dei servizi energetici erogati—non dalla quantità di combustibili immessi nel sistema. È questa la tesi centrale del nuovo studio di Ember, che propone una lettura innovativa dell’evoluzione energetica globale e mette in evidenza come le tecnologie elettriche stiano già vincendo tre delle quattro grandi “battaglie” dell’energia.
Ripensare l’energia: meno sprechi, più efficienza
Il report sottolinea che oggi oltre i due terzi dell’energia primaria mondiale vanno persi lungo la catena delle conversioni. La gran parte di questi sprechi deriva dai limiti fisici delle tecnologie di combustione, che trasformano il calore in lavoro con rendimenti inevitabilmente bassi. L’elettricità, al contrario, permette conversioni più dirette e presenta un’efficienza superiore in quasi tutti gli impieghi: dai motori elettrici, che trasformano oltre il 90% dell’elettricità in movimento, alle pompe di calore, in grado di fornire più energia termica di quanta ne consumino.
Partire dall’energia “utile”, cioè dai servizi finali richiesti da cittadini e imprese, consente quindi di cogliere meglio la portata della trasformazione in corso. La domanda reale non è “quanta energia primaria serve?”, ma “quanta energia serve per produrre calore e lavoro?”. Ed è su questo terreno che l’elettricità mostra il suo vantaggio.
Un linguaggio più semplice per capire un sistema complesso
Il report riduce l’intero sistema energetico a due funzioni fondamentali: lavoro (trasporti, macchinari, elettronica) e calore (riscaldamento civile e industriale). Questa semplificazione permette di osservare più chiaramente dove sta andando il mercato. Nel 2023, il mondo ha richiesto 90 exajoule (EJ) di lavoro utile - ossia 90 miliardi di miliardi di joule, laddove un joule equivale alla potenza di un watt al secondo - e 119 EJ di calore: due fabbisogni distinti che stanno evolvendo a velocità diverse.
Il lavoro “stazionario” è ormai largamente elettrico, mentre quello “mobile” sta attraversando una fase di forte elettrificazione grazie alla crescita dei veicoli elettrici. Anche il calore sta iniziando a cambiare direzione: le pompe di calore stanno erodendo il tradizionale predominio delle molecole grazie a rendimenti molto superiori rispetto alle tecnologie basate sulla combustione.
Le quattro battaglie dell’energia — e le tre già vinte dall’elettricità
Il cuore del report si concentra su quattro grandi sfide, quattro punti di competizione tra tecnologie elettriche e sistemi basati sulle molecole energetiche. Ed è proprio qui che emerge il messaggio più significativo: nelle prime tre battaglie, l’elettricità ha già dimostrato di essere superiore e sta conquistando quasi tutta la nuova domanda globale.
La prima battaglia riguarda la generazione elettrica: le fonti “elettro” come solare ed eolico convertono l’energia con un’efficienza tre volte superiore rispetto alle fonti termiche, ed è per questo che quasi tutto l’aumento della produzione elettrica mondiale proviene da rinnovabili.
La seconda battaglia riguarda il lavoro utile: nei trasporti e nei macchinari, gli elettroni si dimostrano molto più efficienti delle molecole. L’elettrico domina già nel lavoro stazionario e sta rapidamente avanzando nel lavoro mobile.
La terza battaglia riguarda il calore: le pompe di calore, con efficienze elevate e un mercato in forte crescita, stanno guadagnando terreno in un settore storicamente dominato dai combustibili fossili.
La quarta battaglia — la produzione di molecole energetiche tramite elettricità — è l’unica in cui le tecnologie basate sull’elettricità partono in svantaggio, perché la conversione elettricità–molecole è più complessa e meno efficiente. Ma il report sottolinea che, man mano che l’elettrificazione ridurrà la domanda complessiva di molecole, questa sfida perderà centralità. In altre parole: vincere le prime tre battaglie rende meno urgente vincere la quarta.
Una transizione già visibile
Guardare non solo lo stock del sistema energetico, ma i flussi di crescita, permette di cogliere con maggiore chiarezza ciò che sta accadendo: l’elettricità cattura quasi tutta la nuova domanda di lavoro utile, le rinnovabili coprono quasi tutta la crescita della produzione elettrica e il riscaldamento elettrico sta crescendo più rapidamente del previsto.
Il quadro complessivo è quello di un sistema energetico che sta cambiando prospettiva: non più centrato sui combustibili, ma sui servizi. E in questa nuova logica, l’elettricità emerge come il vettore capace di vincere tre delle quattro battaglie che definiranno il futuro dell’energia.