Elettrificazione industriale, competitività europea, sicurezza energetica e condizioni per attrarre investimenti sono i principali temi approfonditi dal nuovo report Power Couples - Enhancing industrial competitiveness through electrification, pubblicato da Eurelectric in collaborazione con Accenture.
La volatilità dei mercati energetici e i rischi geopolitici continuano a incidere sulle catene di approvvigionamento. In questo quadro, il passaggio verso elettricità prodotta in Europa consente di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati e di limitare l’esposizione alla variabilità dei prezzi.
Le tecnologie sono già disponibili per una quota significativa dei processi, in particolare nei segmenti a bassa e media temperatura. La criticità riguarda invece la capacità del sistema di accompagnarne la diffusione, in termini di infrastrutture, segnali economici e condizioni di investimento, più che la maturità tecnologica.
L’analisi si basa su circa 3.500 segnali di mercato raccolti tra il 2025 e il 2026, che coinvolgono 61 aziende e oltre 30 progetti industriali, distribuiti tra industrie energivore, settori a bassa e media temperatura e data center. Nonostante le differenze tra i comparti, i progetti avanzano solo quando le condizioni di sistema risultano allineate.
Tra i principali fattori che rallentano gli investimenti emergono la volatilità e la limitata prevedibilità dei prezzi elettrici, insieme ai ritardi nell’accesso alla rete e al disallineamento tra tempi industriali e sviluppo delle infrastrutture. I cicli di investimento possono essere di 2-3 anni, mentre la realizzazione di nuove connessioni richiede in molti casi 5-10 anni. A questi elementi si aggiungono difficoltà di bancabilità e complessità nell’integrazione operativa dei processi elettrificati.
Quando queste variabili risultano coerenti tra loro, l’elettrificazione consente di migliorare la prevedibilità dei costi e di ridurre l’esposizione ai mercati fossili. In diversi casi applicativi, le soluzioni elettriche stanno avvicinandosi alla parità di costo, offrendo al tempo stesso maggiore stabilità e minore rischio rispetto alle alternative tradizionali.
Il coordinamento tra domanda industriale, offerta elettrica e infrastrutture rappresenta un elemento determinante anche per i ritorni economici. Nei casi analizzati, oltre la metà dell’incremento del ritorno sull’investimento può derivare dalla valorizzazione della flessibilità e dei servizi di sistema, più che dalla sola installazione degli asset.
La diffusione su larga scala dipende dalla presenza simultanea di diverse condizioni abilitanti, tra cui:
- accesso prevedibile a energia a basse emissioni;
- disponibilità di rete nei tempi richiesti;
- integrazione operativa nei processi produttivi;
- quadri regolatori coerenti;
- strumenti di condivisione del rischio e segnali di domanda di lungo periodo.
In assenza di questo allineamento, anche progetti tecnicamente validi faticano a raggiungere la decisione finale di investimento.
L’elettrificazione ha registrato una crescita limitata negli ultimi anni, pari a circa un punto percentuale nel 2024, a fronte di un sistema elettrico europeo già composto per circa il 72% da fonti a basse emissioni. In questo quadro, la capacità di rendere l’elettricità un input prevedibile, competitivo e disponibile nei tempi industriali rappresenta una condizione determinante per sostenere la competitività del sistema produttivo europeo.
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